Ostetricia, da Modena un farmaco che riduce il travaglio prolungato

Ostetricia, da Modena un farmaco che riduce il travaglio prolungato

Ostetricia, da Modena un farmaco che riduce il travaglio prolungato

13/07/2019

Si chiama tafoxiparin ed è un farmaco che potrebbe influire in maniera positiva sulla riduzione dei rischi del travaglio prolungato. La novità, in un settore che ha visto poca innovazione negli ultimi 70 anni, arriva da un’azienda con sede a Modena e stabilimenti produttivi a Nonantola e Formigine, Opocrin, che ha seguito lo sviluppo del farmaco fin dall’inizio e che adesso ha investito 23 milioni di corone svedesi in un’azienda che ne curerà uno studio di livello IIb.


Travaglio prolungato: cos’è e cosa comporta

A una donna gravida su quattro il parto viene indotto: la procedura si mette in campo, cioè, ogni volta in cui la gravidanza si protrae più a lungo del termine previsto. Nella metà dei casi l’induzione non ha esito positivo e dà origine ad un travaglio prolungato che espone mamma e bambino a possibili complicanze come emorragie post-parto, lacerazioni vaginali, rotture anali, liquido amniotico tinto di meconio, asfissia. Il 40% dei parti indotti, infine, si conclude con un taglio cesareo d’urgenza


Come funziona il tafoxiparin

Il tafoxiparin è un mimetico del polisaccaride eparansolfato, del quale le donne in travaglio prolungato hanno carenza. Opocrin (che dal 1964 si occupa di ricerca e produzione di principi attivi derivanti da organi e tessuti animali) ha scelto di dedicarsi allo sviluppo di una formulazione di tafoxiparin somministrabile per via sottocutanea fino a sette giorni prima della data presunta del parto, con uno scopo preciso: quello di favorire il rilassamento della cervice (la parte inferiore dell’utero) prima dell’induzione del travaglio. Una cervice matura e rilassata, infatti, è un requisito indispensabile per il buon esito dell’induzione. 


Studi precedenti e applicazioni future

Uno studio precedente (fase IIa) ha evidenziato un miglioramento della maturazione della cervice prima dell’induzione e un accorciamento del tempo di parto nelle donne che hanno partecipato alla sperimentazione. Lo studio IIb valuterà questi stessi elementi in un gruppo molto piu ampio di pazienti. 


Finanziamento

L’azienda svedese Dilafor è impegnata nello sviluppo di nuovi farmaci per l’ostetricia e per finanziare questo studio ha concluso un aumento di capitale di 23 milioni di corone svedesi: il principale investitore (nonché da ora secondo principale azionista) è appunto Opocrin, assistito da un team di Nctm Studio legale. Opocrin produrrà in esclusiva mondiale il principio attivo, eccezion fatta per i mercati di Cina e Taiwan.


La soddisfazione

“Questo investimento – spiega Federico Saetti di Opocrin – spiana la strada all’applicazione clinica di nuovi polisaccaridi, pienamente in linea con le nostre strategie di lungo periodo”. 

 


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