I nove segreti della dieta mediterranea

I nove segreti della dieta mediterranea

I nove segreti della dieta mediterranea

28/06/2019

L’olio di oliva è come un cuore che batte: eccola qui, nelle bottiglie di olive pressate, l’essenza della “dieta mediterranea”. Che anzitutto deve il suo nome a un mare, il Mediterraneo, che nei secoli ha visto civiltà e storie stratificarsi, e con esse stili alimentari e tradizioni differenti. Se è vero che il pomodoro (per citarne uno) è frutto di una “importazione”, è altrettanto vero che il filo conduttore della cucina mediterranea nei secoli è sempre stato l’olio d’oliva.

La scoperta

La dieta mediterranea non è un regime alimentare coniato dagli studiosi o messo nero su bianco dai nutrizionisti. «La dieta mediterranea c’è sempre stata - spiega la professoressa Androniki Naska, dell’Università di Atene, nel corso di un seminario organizzato all’università di Modena - ed è sempre stata letteralmente vissuta». È stata descritta nella seconda metà del XX secolo e oggi esistono numerosi studi scientifici che hanno dimostrato la correlazione tra questo regime alimentare e una inferiore mortalità per malattie cardiovascolari e cancro.

Cosa si mangia?

Possiamo pensare la dieta mediterranea come un insieme di nove caratteristiche:

1. Alto consumo di olio di oliva

2. Alto consumo di legumi

3. Alto consumo di frutta

4. Alto consumo di verdura

5. Alto consumo di cereali

6. Consumo medio/alto di pesce (a seconda della vicinanza al mare)

7. Consumo modesto di latticini, soprattutto yogurt e formaggio

8. Basso consumo di carne e prodotti correlati

9. Consumo modesto di vino, se consentito dalle regole sociali/religiose, durante i pasti.

Cosa c’è dentro?

Un alto consumo di olio di oliva permette di assumere acidi grassi monoinsaturi e tocoferoli; pesce, verdura e frutta secca portano acidi grassi polinsaturi omega 3 e omega 6; cerali, verdura, frutta fresca garantiscono un apporto di vitamine, minerali, fibre, polifenoli e antocianine; lo scarso apporto di carne e latticini fa sì che risultino limitati gli acidi grassi saturi; la verdura a foglia, rigorosamente locale, contiene infine moltissimi flavonoidi.

Fa bene alla salute...

Si vive più a lungo, ci si ammala di meno di cancro, si riducono i rischi di infarto e malattie cardiovascolari, si soffre meno di malattie croniche come diabete o ipertensione: questi dati sono stati confermati da diverse pubblicazioni negli ultimi 70 anni (compresa la più nota, il Seven Country Study). «Nel dopoguerra in Grecia, in condizioni socioeconomiche non certo favorevoli - dice Naska - l’aspettativa di vita di una persona di 45 anni era di altri 31 anni di vita: più che in Giappone o negli Stati Uniti che pure erano paesi con condizioni di vita sicuramente migliori».

Ulteriori analisi condotte in Danimarca, Australia e Stati Uniti hanno rimarcato che è proprio la dieta mediterranea (e non altri fattori culturali o climatici) ad avere un peso importante sulla salute e sulla aspettativa di vita.

... ma fa bene anche al mondo

«La dieta mediterranea fa bene perché è una dieta sostenibile: ha basso impatto ambientale, è rispettosa della biodiversità, è incentrata sulla flora locale e aiuta l’economia perché fa diminuire le importazioni - spiega ancora la professoressa Naska -. Il 98% della carne bovina che oggi si consuma in Grecia è importata. Una spesa enorme per qualcosa che farebbe peraltro bene assumere in quantità molto limitate».

Nel 2013 la dieta mediterranea è stata riconosciuta dall’Unesco come un patrimonio immateriale dell’umanità.

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