Arresto cardiaco: salvare la vita in quattro mosse

Arresto cardiaco: salvare la vita in quattro mosse

Arresto cardiaco: salvare la vita in quattro mosse

04/09/2019

«Aiuto! Aiuto! Sta male!». Il grido di una donna attira tutti gli occhi su un uomo di mezza età a pochi passi da lei. Una mano sul petto, una smorfia di dolore e l’uomo cade a terra. Siamo sotto il sole di piazza Martiri della Libertà, in pieno centro a Ravarino (provincia di Modena). Scende il silenzio, tutti guardano, qualcuno fa un passo avanti. Un signore dall’aria sportiva corre accanto alla persona esanime, mantiene la calma, prende un cellulare e chiama i soccorsi componendo il numero 118.


Regola 1: chiamata efficace

«Pronto, piazza Martiri della libertà, Ravarino, Modena - dice l’uomo sportivo, con il tono concitato ma chiaro e comprensibile -. Un uomo, di circa 50 anni, ha perso conoscenza ed è caduto a terra. Certo, controllo». Si ferma, appoggia il telefono, gira l’uomo in posizione supina, avvicina il viso a terra e conta fino a dieci. «No, non respira e no, non c’è battito». Si ferma ancora ad ascoltare l’interlocutore. «Sì, conosco. Sì, c’è. Bene».


Regola 2: massaggio cardiaco

«I soccorsi arrivano - dice l’uomo sportivo a comunicazione con il 118 interrotta -. Ma adesso serve il defibrillatore, ce n’è uno esterno alla vicina sede Avis, qualcuno vada a prenderlo». In piazza Martiri si è formato un capannello di persone, fa caldissimo, tutti sono in silenzio ma tutti vorrebbero fare qualcosa. Due ragazze seguono le indicazioni dell’uomo dall’aria sportiva e corrono verso il defibrillatore. Intanto lui comincia il massaggio cardiaco: sequenze rapide, conta fino a trenta e poi con la respirazione bocca a bocca ventila l’uomo che ancora è privo di conoscenza.


Regola 3: il defibrillatore

Arriva il defibrillatore, l’uomo dall’aria sportiva interrompe l’ultima sequenza di respirazione bocca a bocca, prende lo strumento e segue le indicazioni vocali dello stesso. «Adesso io via, voi via, tutti via»: l’uomo ripete queste parole almeno tre volte con un tono deciso e forte, accompagnandole con un ampio gesto del braccio attorno a sè. Pochi secondi e il battito cardiaco dell’uomo riverso a terra diventa di nuovo percepibile.


Regola 4: spazio

Sono passati circa 12 minuti che sembravano tanti di più, sul cemento di piazza Martiri. Si sente una sirena di ambulanza, il capannello di persone si apre ordinato per mostrare ai soccorritori la situazione e permettere il transito del mezzo e della barella. Pochi secondi e l’ambulanza riparte con l’uomo a bordo: vivo.


Una prova che salva la vita

L’uomo dall’aria sportiva si alza in piedi, è sudato. L’uomo che era salito sull’ambulanza invece ritorna in piazza a piedi. Hanno entrambi recitato una parte perché sono due operatori Croce Rossa. Tutto finto, dunque. Ma è sembrato incredibilmente vero, ai presenti in piazza durante gli eventi che il Giugno Ravarinese ha dedicato alla salute. Perché questa scena può capitare davvero a chiunque: sapere cosa fare e come farlo, quindi, può fare la differenza tra una vita salva e una perduta. «Dalla chiamata al 118 all’arrivo dell’ambulanza passano in media 12 minuti - spiegano gli operatori -, ma se c’è un arresto cardiaco in corso, un minuto di mancata ossigenazione al cervello può bastare per avere danni permanenti». Per questo, la procedura messa in scena è quella ideale: mantenere la calma, chiamare i soccorsi fornendo le indicazioni chiave come il luogo in cui ci si trova e le condizioni del paziente (se è cosciente, se respira, se c’è battito). Qualora non ci siano queste condizioni, il massaggio cardiaco e l’uso di un defibrillatore diventano l’unica strada percorribile. Il paziente della messa in scena di Ravarino è arrivato in ospedale meno di mezz’ora dopo l’arresto cardiaco, con il cuore che nel frattempo aveva ripreso a battere e quasi certamente non avrà danni cerebrali. La sua fortuna? Un uomo dall’aria sportiva che aveva scelto di seguire uno dei corsi di formazione Croce Rossa o Amici del Cuore. Possiamo tutti essere entrambi gli uomini di questa storia: ma mentre un arresto cardiaco arriva senza avvisare, la formazione è una scelta che possiamo compiere adesso.

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